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Cura e salute

Riconoscere l’otite nei cani con orecchie pendenti: piccoli segnali che fanno la differenza

📅 21 Agosto 2026✍️ di Tommaso Zannini⏱️ 4 min di lettura

I segnali da cogliere subito: scuotimento della testa, cattivo odore, arrossamento del padiglione, prurito insistente, inclinazione del capo, dolore al tatto. Nelle orecchie pendenti l’umidità resta intrappolata: il condotto si scalda, i germi proliferano. Agire presto evita cronicizzazioni e cali dell’udito.

Segnali rapidi da non ignorare

Scuotimento frequente della testa, soprattutto dopo il riposo.

Testa inclinata sempre dallo stesso lato.

Grattamento insistente dell’orecchio o sfregamento contro tappeti e mobili.

Odore forte, dolciastro o rancido proveniente dal condotto.

Padiglione caldo, arrossato o con crosticine.

Pianto al tocco, rifiuto di farsi controllare l’orecchio.

Perdita di equilibrio, giramenti: segnali tardivi, richiedono visita urgente.

Perché le orecchie pendenti sono più vulnerabili

Il padiglione copre il condotto e riduce ventilazione e luce. Il microclima resta caldo-umido: terreno ideale per malassezie e batteri. Nuoto, pioggia, bagni e allergie peggiorano il quadro. Peli fitti all’ingresso trattengono cerume.

Razze più esposte: Cocker Spaniel, Basset Hound, Beagle, Barboncino, Labrador e Golden che amano l’acqua. Anche meticci con orecchie “a tendina” rientrano nel rischio.

Cosa osservare dentro l’orecchio

Cerume marrone scuro, denso e odoroso: spesso associato a lieviti.

Secrezione giallo-verdognola, talvolta con sangue: possibile componente batterica.

Condotto molto arrossato o ristretto: infiammazione importante.

Corpi estranei (spighette) in stagione calda: dolore acuto immediato.

Attenzione: il colore non basta per una diagnosi. La conferma arriva con esame otoscopico e citologico in ambulatorio, anche con Otoscopio.

Comportamenti che parlano

Sonno agitato e continui risvegli per grattarsi.

Calano gioco e attenzione ai richiami: ascolto ridotto e fastidio.

Irritabilità quando altri cani o persone toccano la testa.

Appetito altalenante se il dolore è marcato.

Quando serve il veterinario

Subito, se ci sono dolore evidente, inclinazione costante della testa, secrezioni con sangue o pus, cattivo odore persistente, perdita di equilibrio, febbre o abbattimento.

Entro 24-48 ore, se i sintomi leggeri non migliorano con sola asciugatura e igiene superficiale.

In caso di recidive frequenti o otiti bilaterali: spesso c’è una causa di fondo (allergie ambientali o alimentari, ipotiroidismo, conformazione del condotto).

Evitare farmaci a caso. L’uso improprio di antibiotici e cortisonici favorisce Antibiotico-resistenza e cronicizza il problema.

Prevenzione essenziale, senza estremi

Asciugare bene dopo pioggia e bagni: panno morbido solo sul padiglione e all’ingresso del condotto. Niente cotton fioc in profondità.

Detergenti auricolari: usare prodotti indicati dal veterinario, con frequenza adatta al cane. Troppa pulizia irrita, troppa poca fa accumulare cerume.

Nuoto e umidità: alternare uscite acquatiche con giorni “asciutti”. In estate, controlli più frequenti.

Peli nel condotto: evitare lo strappo sistematico. Si valutano caso per caso, per non creare microlesioni.

Allergie: se il cane si gratta in più zone, consulta per un piano anti-prurito e una dieta mirata.

Fattori urbani da tenere a mente

In città polveri sottili e pollini stagionali si depositano sul padiglione. Le passeggiate lungo viali alberati, soprattutto durante le fioriture, aumentano l’irritazione. Umidità di cortili e aree cani in ombra prolunga l’asciugatura. Osservo spesso questo effetto nei giardini milanesi sotto i platani: orecchie umide a lungo, cane che scuote la testa a ogni semaforo.

Meglio preferire orari asciutti e controllare l’orecchio al rientro, senza manovre profonde. Una routine breve ma regolare vale più di interventi “eroici” sporadici.

Stagioni critiche e segnali spia

Primavera: allergie ambientali innescano prurito e cerume.

Estate: bagni frequenti e spighette. Dopo il parco, ispezione rapida del padiglione.

Autunno: umidità persistente, primo freddo, minor ventilazione.

Inverno: cappotti e sciarpe che coprono le orecchie trattengono calore, attenzione in casa se l’aria è secca ma il condotto resta umido post-passeggiata.

Segnali che la situazione sta peggiorando

Odore più intenso nonostante la pulizia.

Secrezione che cambia colore o aumenta.

Dolore al solo avvicinare la mano.

Sordità apparente: il cane non risponde ai suoni familiari.

In questi casi, sospendere ogni prodotto domiciliare e fissare la visita.

Diagnosi e terapia: cosa aspettarsi

Visita clinica, otoscopia, citologia su striscio di cerume. Talvolta tampone per coltura. La terapia combina pulizia professionale, gocce mirate e gestione della causa (allergia, corpo estraneo, parassiti). Nelle forme medie/interne servono farmaci sistemici e controllo ravvicinato. Il follow-up è parte della cura: saltarlo favorisce ricadute.

Checklist finale

– Orecchie asciutte dopo acqua e pioggia.
– Controllo visivo 2-3 volte a settimana nei cani con orecchie pendenti.
– Nessun oggetto in profondità nel condotto.
– Veterinario ai primi segni di dolore, odore forte o secrezione colorata.
– Piano anti-allergico se i problemi sono ricorrenti.

Scrivo da Milano, tra cortili umidi e marciapiedi pieni di foglie. In strada vedo cani scuotere il capo mentre i tram passano. Ogni volta penso che un controllo di due minuti può risparmiare settimane di fastidi. Vale anche per chi ha orecchie morbide e pendenti: basta cogliere quei piccoli segnali che fanno davvero la differenza.

Tommaso Zannini

Tommaso è cresciuto a Firenze in compagnia di due gatti e oggi vive a Milano, dove osserva spesso la fauna urbana dal balcone del suo appartamento. Ha documentato la vita segreta degli uccelli cittadini tramite foto e racconti, condividendo curiosità sulle convivenze animali nei quartieri.